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PREVENZIONE DELLA FATICA MENTALE II

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di Diego Polani - psicologo

Come detto precedentemente uno degli obiettivi fondamentali che risiedono negli impegni di lavoro dati agli atleti di alto rendimento è la produzione di fatica con il proposito di collaborare nel processo di supercompensazione dell'organismo e in questo modo aumentare il rendimento atletico. L'allenamento è composto da differenti tipi di carichi, che per il loro volume, intensità e tipo, portano come conseguenza tutta una serie d'adattamenti funzionali dell'organismo.

Studi effettuati in anni di lavori hanno stabilito che la fatica mentale sopraggiunge con un discreto anticipo, circa una settimana prima, nei confronti della fatica fisica o superallenamento. Il Fliker lavorando su di uno stimolo visivo può rendere visibile lo stato appena denominato di fatica mentale. Infatti l'occhio umano presenta una configurazione neurologica insolita e particolarmente complessa essendo collegato al Sistema Nervoso Autonomo, a terminazioni nervose sensoriali ed a terminazioni nervose scheletriche. L'unica componente nervosa sensoriale dell'occhio è la retina mentre tutte le altre derivazioni possiedono scopi motori: i muscoli dell'iride ed il muscolo ciliare del cristallino sono componenti motorie innervate specificamente dalla componente autonoma del sistema nervoso; i muscoli oculomotori sono componenti motorie innervate specificamente dal sistema nervoso scheletrico. L'occhio, quindi, non è da considerarsi un organo di senso periferico, ma una vera e propria estroflessione del cervello. Infatti si origina dalla vescicola cerebrale, nel periodo embrionario, (fig. 2) ed i suoi componenti mantengono la stessa disposizione:

sfera = dura madre,

coroide ed iride = pia madre,

retina = sostanza cerebrale (fig. 3).

Quindi anche la circolazione sanguigna oculare è parte integrante del sistema circolatorio cerebrale. La circolazione arteriosa del cervello comprende, in definitiva, quattro gruppi di arterie:

•1)    le arterie delle circonvoluzioni;

•2)    le arterie dei nuclei centrali;

•3)    le arterie ventricolari o coroidee;

•4)    le arterie della base.

fig. 2 (da G.C. Modugno)                fig. 3 (da G.C. Modugno)

18/01/2010 22:49 ucha #. sin tema

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